Politica

Esposto di Pili contro Tirrenia. La stessa tratta costa di pi¨ della Moby.

30/05/2018

Esposto di Pili contro Tirrenia. La stessa tratta costa di pi¨ della Moby. Mauro Pili riprende la battaglia contro la Tirrenia e il suo amatore Vincenzo Onorato. L’ex deputato di Unidos ha presentato un esposto all’autorità anticorruzione e per la concorrenza una nuova speculazione  della società di navigazione. Secondo Pili  per arrivare in Sardegna si spenderebbe il 60 % in più nonostante la convenzione di 73 milioni pagati dallo Stato. La Tirrenia farebbe pagare 464 euro in più per una tratta ugale nello stesso giorno nonostante il contributo pubblico.

“Stessi giorni, stessa tratta, stessa famiglia. Con Tirrenia 1244 euro con Moby 780, 464 euro in più – denuncia Mauro Pili - su Tirrenia, sovvenzionata con 73 milioni di euro all’anno, si paga il 60% in più della Moby, la compagnia che detiene il 100% del capitale di Tirrenia. Tutto ciò è inaccettabile ma conferma che la gestione della società pagata dallo Stato è tutto fuorché trasparente. E’ inspiegabile se non con acrobazie economiche che la società madre – aggiunge Pili - che non percepisce direttamente nessun contributo, possa far pagare la tratta Genova – Olbia andata e ritorno 780 euro, mentre la Tirrenia la stessa tratta per una famiglia di 4 persone possa arrivare a far spendere il 60% in più arrivando alla stratosferica cifra di 1.244 euro. Si tratta di tariffe scandalose che rasentano una spudoratezza senza precedenti con il gravissimo silenzio delle forze politiche e delle istituzioni che consentono tutto e di più sulla testa della Sardegna e dei Sardi”.

Secondo Mauro Pili, la posizione dominante di Tirrenia e Moby sta mettendo anche quest’anno a serio rischio la stagione estiva e non solo. Il proprietario di Cin e Moby è lo stesso con la differenza che fa pagare il 60% in più nella compagnia sovvenzionata dalla Stato e propone con la propria compagnia ben 464 euro in meno nella stessa tratta.

“Cifre stratosferiche e improponibili in tutti e due i casi ma che segnano il livello raggiunto dal ministero dei Trasporti – aggiunge Pili - che continua a non dare risposte a questa vera e propria truffa ai danni dei passeggeri sia sardi che turisti. In uno Stato di diritto ci sarebbe il blocco immediato dell’erogazione dei 73 milioni di euro. Basterebbe porsi una semplice domanda per bloccare tutto questo – si chiede Mauro Pili - per quale motivo una compagnia senza contributi fa pagare 780 euro e una con i contributi 1244 euro? E’ indispensabile un intervento immediato dell'autorità garante per la concorrenza e di quella nazionale dell’anticorruzione considerato che un appalto pubblico sta palesemente venendo meno al principio stesso di servizio pubblico con prezzi alle stelle e navi carretta. E' semplicemente vergognoso il silenzio della Regione e del Governo che non solo non vigilano ma sembrano aver stretto un'intesa per proteggere quest'operazione”.

“Uno scandalo evidente per il quale i Ministeri delle infrastrutture e dell'economia devono intervenire senza ulteriori ritardi. Si stanno spartendo un finanziamento pubblico di 560 milioni di euro e nessuno interviene, questo non può essere tollerato. Si tratta di uno schiaffo alla Sardegna e ai Sardi. Ribadisco – ha concluso Pili - che la convenzione con Tirrenia va rescissa per palese conflitto d'interessi con l'interesse pubblico disciplinato all'art. 15 della convenzione. La condanna senza precedenti dell’Antitrust che nei mesi scorsi ha sanzionato Moby e Compagnia Italiana di Navigazione, Tirrenia,  società del gruppo Onorato, con una ammenda pecuniaria di 29 milioni di euro, è rimasta inattuata. Una condanna inflitta per aver abusato della propria posizione dominante in tre direttrici di trasporto marittimo di merci tra la Sardegna e l’Italia continentale (Nord Sardegna-Nord Italia, Nord Sardegna-Centro Italia, Sud Sardegna-Centro Italia). Tutto questo con il silenzio dello Stato e della Regione.
Se non ci saranno risposte immediate per fermare questo scandalo saremo costretti ad azioni ancora più determinate anche a livello europeo”.
 
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