Politica

Rete sanitaria, i ritardi fanno comodo a chi vuole chiudere i piccoli ospedali.

28/04/2018

Rete sanitaria, i ritardi fanno comodo a chi vuole chiudere i piccoli ospedali. “La Regione deve rivendicare davanti al Governo il suo diritto di scegliere le forme organizzative più opportune per un sistema sanitario che finanzia interamente con risorse proprie. Non vorremmo che le indiscrezioni che vanno trapelando in questi giorni, secondo cui il Ministero della Sanità starebbe ritardando il via libera al Piano per la riorganizzazione della rete ospedaliera a causa delle deroghe concesse ai piccoli ospedali delle aree disagiate, avessero quale scopo quello di rimettere in discussione l’organizzazione scelta dal Consiglio regionale, riportando in auge la visione centralista e verticistica su cui si basava la proposta di Piano presentata dalla Giunta”, dichiara il capogruppo consiliare dei Riformatori sardi per l’Europa, Attilio Dedoni.
           
“Appare evidente come si stia cercando ogni possibile sotterfugio per aggirare quanto deciso in Consiglio, svuotando i piccoli ospedali delle funzioni che sono state loro riconosciute per tornare alla forma organizzativa che avrebbe voluto l’esecutivo, con l’offerta sanitaria pubblica concentrata nei grandi poli di Cagliari e Sassari, e Olbia a farla da padrona nel settore privato”, sottolinea Dedoni. “E’ innegabile come i presunti ritardi ministeriali facciano il gioco di chi non vuole una rete sanitaria diffusa nel territorio. Questo vuol dire mettere i sardi che vivono nelle aree interne e periferiche davanti a una scelta: rischiare la vita sapendo che, se dovessero avere dei problemi di salute gravi e urgenti, la distanza dai grandi poli sanitari non permetterebbe loro di ricevere le cure necessarie in tempo utile, oppure trasferirsi altrove, contribuendo così ad alimentare lo spopolamento e la desertificazione di una parte sempre più ampia della nostra Isola”.
           
“Anziché cercare di sovvertire la volontà dei sardi, andando contro quanto stabilito dal Consiglio, la Giunta farebbe bene a concentrarsi sui veri problemi della sanità, vale a dire gli sprechi, le clientele e le inefficienze che, con l’entrata a regime dell’Ats, si stanno moltiplicando anziché diminuire”, conclude il capogruppo. “Siamo sempre in attesa di una vera gestione centralizzata degli acquisti e del personale, che permetta di superare le diseconomie che in passato hanno fatto sprofondare i bilanci delle Asl e di avere una gestione unitaria e razionale. A giudicare dai disservizi che si continuano a registrare in gran parte della Sardegna, dalle carenze di materiali e di personale che ormai a cadenza quotidiana portano alla chiusura di interi reparti ospedalieri e all’allungarsi delle liste d’attesa, è evidente come le deroghe concesse ai piccoli presidi delle zone disagiate siano l’ultimo dei problemi di cui l’esecutivo dovrebbe occuparsi”.
 
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