Cultura e societÓ

Mentre piove nel carcere di Uta, arrivano altri fondi per il 41 bis.

21/03/2018

Mentre piove nel carcere di Uta, arrivano altri fondi per il 41 bis. “Apprendere che è stato sbloccato il finanziamento del Ministero delle Infrastrutture per completare il reparto destinato alla massima sicurezza (41bis) nel villaggio penitenziario di Cagliari-Uta ci lascia senza parole. Non solo perché si parla di riprogettazione e nuova gara d’appalto per una struttura che graverà negativamente sulla realtà detentiva della Sardegna, ma perché nel frattempo all’interno della Casa Circondariale filtra acqua. Provvedere a creare condizioni di vita adeguate a chi lavora e a chi sconta la pena ci sembra invece una priorità”.

Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo diritti riforme”, richiamando l’attenzione su “quanto denaro è già stato speso per un Penitenziario che “risulta inadeguato ai bisogni primari degli operatori in quanto mai concluso e con gravi carenze”.  "Dipartimento e Ministero – afferma Caligaris – dovrebbero fare un puntuale sopralluogo con tecnici per verificare le condizioni dei diversi ambienti dei Reparti, a partire dalla blockhouse fino ai diversi cancelli divisori mai informatizzati per non parlare dei raccoglitori d’acqua povana in alcuni anditi e la chiusura di qualche cella per inagibilità. Se poi si osservano gli infissi si nota ormai che la ruggine ha divorato la vernice”.
               
“Parlare di ripresa dei lavori per il 41bis, a 9 anni di distanza, non è davvero una bella notizia anche perché significa un ulteriore peso per la Sardegna visto che l’isola, con le nuove Case di reclusione ad alta sicurezza, ha la più alta percentuale, rispetto alla popolazione detenuta, di personaggi della criminalità organizzata ma vanta anche al contrario una scarsa attività di recupero e reinserimento sociale dei ristretti. Ha poi il record assoluto di inadeguatezza dei dirigenti. Basti pensare che il direttore della più grande Casa circondariale sarda ha tre incarichi. Forse prima che al 41bis – conclude la presidente di Sdr - sarebbe il caso di valutare un altro piano di priorità”.
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