Cultura e societÓ

Centro storico di Oristano, calo del 9% delle imprese locali.

16/03/2018

Centro storico di Oristano, calo del 9% delle imprese locali. L’ufficio studi Confcommercio ha effettuato un’analisi volta a rilevare, in 120 comuni italiani, i trend della demografia d’impresa nei centri storici (CS) verso i non centri storici (NCS).

Considerando il periodo 2008-2017, si sono osservate le variazioni percentuali della demografia d’impresa, relative alle 13 principali categorie del settore: alimentari, tabacchi, carburanti, computer e telefonia, mobili e ferramenta, libri e giocattoli, vestiario e calzature, farmacie, bar, ristoranti, alloggi, altre forme di commercio ed esercizi non specializzati.

Il Paese perde, in un decennio il 10,9% ( -62.748 imprese) del commercio al dettaglio in sede fissa, il -4,9% del commercio ambulante, mentre crescono alberghi bar e ristoranti del 13,1% (pari a 39.047 imprese) e altre forme del commercio non specializzato del 77.6% (8.080). Nei centri storici si registra un dato peggiore, -11,9% per il commercio in sede fissa, crescono il commercio ambulante (8.7%) e alberghi bar e ristoranti (17%).
Concentrando l’analisi nel centro storico di Oristano, possiamo così sintetizzare i risultati più rilevanti.

Tra il 2008 e il 2017 si è registrata una riduzione del 9,3% di imprese situate. Calano gli esercizi specializzati, i negozi di alimenti e bevande di ITC, di articoli per uso domestico, i distributori di carburanti e le altre forme di commercio non specializzato.
Cresce anche in centro città il sistema ricettivo, i bar e i ristoranti. Le imprese appartenenti al settore turistico rappresentavano in centro storico 165 imprese nel 2008, sono 199 nel 2017 con una crescita assoluta di 35 imprese.  I bar e i ristoranti in particolare, 156 nel 2008, sono diventati 184 nel 2017, con una crescita di 28 unità.
Registrano un andamento positivo le farmacie-parafarmacie, gli articoli culturali e ricreativi in esercizi specializzati e la vendita di tabacco.
Ad Oristano, a differenza del resto del Paese, calano gli esercizi ambulanti.

”I fattori che influiscono sulla localizzazione delle imprese in CS verso NCS è influenzata dal rapporto tra i canoni di locazione, il ciclo economico e altre variabili; non ultimo il fermento commerciale delle aree periferiche”- fa sapere il Presidente di Confcommercio Nando Faedda.

“I cambiamenti della piattaforma commerciale cittadina sono anche naturali e conseguenti al mutamento delle abitudini sociali. Alcune riforme legislative, come la riforma Bersani, hanno favorito la liberalizzazione delle parafarmacie, la crescita dei pubblici esercizi e la dislocazione dei carburanti in aree più periferiche”.
“Anche ad Oristano, al pari di altre città italiane si sviluppa la naturale propensione turistica per cui cresce il sistema della ricettività, dei ristoranti e dei bar. Questo fenomeno, favorito anche da riforme legislative importanti, come il decreto Bersani, se da un lato il dato conferma la propensione dei cittadini a vivere il centro città per passeggiate e per i momenti di svago, dall’altra l’alto numero di esercizi riduce i margini degli operatori che devono prestare massima attenzione a qualità e professionalità”.

“Lavorare oggi in centro storico significa comunque soffrire di più - prosegue Faedda- rispetto a chi sceglie un’area limitrofa. I dati evidenziano un saldo negativo del 9,3%, affitti molto alti, calo dei consumi, e chiusure dei vicini rendono più difficile lavorare in centro. Questo dato è negativo non solo per le imprese ma per tutti, l’abbandono delle aree storiche da parte dei commercianti comporta, infatti, minore vitalità e degrado”.
 
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