Politica

L'analisi del voto del 5 marzo dice che la Giunta regionale si deve dimettere.

12/03/2018

L’analisi del voto del 5 marzo dice che la Giunta regionale si deve dimettere.  Mi ero ripromesso di non sparare sulla Croce Rossa ma l’analisi del voto tracciata dal presidente della Regione merita una risposta.
Francesco Pigliaru ha detto, convintissimo delle sue considerazioni: “colpisce il fatto che il M5S ha ottenuto tanto consenso anche proponendo cose che noi abbiamo già impostato e realizzato”.

È evidents2@e che il filo che lega Cagliari a Firenze è sempre ben unito con chi ha la mente corta e il naso lungo. Renzi e Pigliaru sono evidentemente sintonizzati ancora sulla stessa lunghezza d’onda. Ma non quella dell’etere, ma quella enorme causata dallo Tsunami che ha spazzato in una domenica di marzo un’intera classe dirigente e rimandato a casa decine di parlamentari del Pd.

Ma rimaniamo sul sentiero per proseguire l’analisi post elettorale del Pigliaru – pensiero.

Dice il presidente: “il voto ha avuto dinamiche nazionali ben precise, diverse tra il Nord e il Sud del Paese”. Concordo questo aspetto e anche il successivo passaggio: “gran parte dell'elettorato ha reputato insufficiente l'azione portata avanti dal centrosinistra per contrastare gli effetti di una crisi lunghissima; la peggiore che abbiamo vissuto dal dopoguerra e durante la quale è estremamente complesso governare, soprattutto nel sud. Il giudizio uscito dalle urne, a parte il caso del Lazio dove il voto negativo nazionale non ha impedito la vittoria regionale di Zingaretti, è stato severo e ci riguarda tutti. Il successo del M5S nel Mezzogiorno - in Sardegna, ma ancor più nelle altre regioni - mostra quanto alta è la sfida che il centrosinistra deve ora affrontare per migliorare la propria capacità di proteggere chi oggi è più debole e per riconquistarne la fiducia".

Il resto del discorso rispecchia i 4 anni di governo deleteri di questa giunta che ha affossato ancora di più l’isola.
Pigliaru, proprio come Renzi, quando sedeva a Palazzo Cigi,  parla di riforme strutturali, delle quali dice di andare fiero. Ma ammette che hanno bisogno di tempo per incidere nella quotidianità e migliorare la vita dei cittadini. Sicuramente non gli basterà neppure la prossima legislatura. I sardi stanno aspettando ancora i nuovi treni, una legge urbanistica che salvi l’isola dalle speculazioni, riforme strutturali della Regione e il supporto economico alle categorie deboli che stanno soffrendo come non mai questa grave crisi economica. Attendono una risposta i giovani che continuano ad emigrare, le aziende isolane che arrancano, gli agricoltori in preda alla disperazione.
Davanti a queste carestie che aggiunge ancora Pigliaru?
“Noi abbiamo lavorato con serietà e concretezza perché questo accada e continuiamo a farlo. Ma nello stesso tempo ci chiediamo ogni giorno se le nostre scelte sono state efficaci e se abbiamo fatto tutto quello che avremmo voluto”. Poi la sparata finale dove ricorda, come detto, che il M5S ha ottenuto il consenso promettendo del suo programma, addirittura già impostato e realizzato.
Ne è convinto così tanto che gli elenca anche.
“Dalla riforma dei centri per l'impiego al reddito di inclusione sociale, sino ai cantieri di lavoro nei comuni”.

I disoccupati e i sindaci sanno bene quale sia la situazione e come questi due settori abbiamo dovuto subire dei tagli consistenti del Bilancio proprio come la sanità.
“Pigliaru chiude con una speranza: “c'è un anno di legislatura e molto lavoro da fare insieme, molti risultati importanti da raggiungere e che sono alla nostra portata. È essenziale lavorare uniti, superando le divisioni che troppo spesso hanno limitato la nostra capacità di dialogare con i nostri elettori, impegnandoci tanto nelle azioni quanto nel farle conoscere”.

Voglio ricordare che una delle cause che hanno portato alla cocente sconfitta elettorale è stata quella divisione della sinistra con la spaccatura nel Pd e la nascita dei cespugli.
Egregio presidente Pigliaru, i Sardi, hanno capito bene che non avete proprio governato e, come nel sud del paese, hanno deciso di lanciare un messaggio: andatevene a casa prima che lo facciano alla Regionali con il solo biglietto di andata. La scopola ricevuta in Sardegna, con la perdita del 90 per cento dei vostri parlamentari è un segnale forte ma che ha decretato il vostro fallimento politico.

Presidente, come ha fatto Renzi si dimetta per il bene dei sardi e della nostra isola.
 
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