Urbanistica e ambiente

L'Arpas vuole delegare i controlli sulla balneazione ai privati.

08/03/2018

L’Arpas vuole delegare i controlli sulla balneazione ai privati. Perché l'Arpas, l’Agenzia regionale per l’ambiente vuol delegare a privati il campionamento delle acque per la balneazione? Lo ha chiesto nei giorni Stefano Deliperi a nome del Gruppo di intervento giuridico.  

“Uno dei controlli ambientali ordinari di maggior rilievo è quello della qualità delle acque destinate alla balneazione – si legge nella nota stampa - l'importanza ai fini ambientali, turistici ed economici e intuitiva, soprattutto in nazioni come l'Italia e in regioni come la Sardegna. Alla direttiva numero 2006/7/Ce, relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione (che ha sostituito la precedente n. 76/160/CEE), ha dato attuazione il decreto legislativo n. 116/2008 e il decreto ministeriale salute del 30 marzo, attualmente in esecuzione”.

Il Gruppo di intervento giuridico ricorda che in Sardegna la competenza relativa al controllo e alla vigilanza sulla qualità delle acque destinate alla balneazione è assegnata proprio all'Arpas.

“Finora, le analisi sono state svolte dall'Agenzia regionale – prosegue la nota del Grig – ma per accordi interni all'Amministrazione regionale - i materiali campionamenti delle acque nei 660 punti di campionamento lungo le coste sono stati effettuati dal personale delle Assl competenti per territorio sostanzialmente a costo zero, perché il personale viene ovviamente retribuito dall'organizzazione sanitaria di appartenenza. Ma non sarà più così: infatti l'Arpas ha bandito lo scorso 19 febbraio una procedura negoziata per l’affidamento del servizio di prelievo campioni d’acqua per i controlli della balneazione, nella stagione 2018, per un  importo a basa d'asta pari a 180mila euro. Perché si rinuncia a un'attività pubblica così importante a costo zero per farla svolgere a pagamento a privati?  La scelta della privatizzazione lascia ulteriormente sconcertati – prosegue la nota - in quanto la tutela della salute nell'utilizzo delle acque di balneazione, come indicato nella seguente tabella, rientra nei livelli essenziali di assistenza (Lea), come definiti da un decreto della Presidenza del consiglio dei ministri, del 12 gennaio 2017. Controlli che vanno dalla valutazione della qualità delle acquedi balneazione alla classificazione, al monitoraggio, alla informazione alle popolazioni e alle istituzioni. Perché, quindi, è stata fatta questa scelta? Quali sono le motivazioni d'interesse pubblico?”
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