Cultura e societÓ

Conguagli regolatori, il giudice blocca Abbanoa. L'ente annuncia ricorso.

30/01/2018

Conguagli regolatori, il giudice blocca Abbanoa. L’ente annuncia ricorso. Abbanoa non aveva diritto a richiedere il pagamento dei famosi “conguagli regolatori” e ora rischia di restituire 106 milioni di euro ai 720 mila sardi che hanno pagato l’odiato balzello.
Sono gli effetti dell’istanza presentata da Adiconsum ed accolta lo scorso 22 gennaio dal giudice del tribunale di Nuoro Francesca Lucchesi.
Lo ha spiegato nel corso di una conferenza stampa il presidente regionale di Adiconsum Giorgio Vargiu e la dirigente Silvia Piras, stamane, dando notizia dell’ordinanza del giudice nuorese.

Nel provvedimento, viene “ordinato ad Abbanoa di astenersi dal chiedere ai clienti utenti del servizio idrico integrato il pagamento di somme a titolo di “conguagli partite pregresse 2005 – 2011, e di astenersi dall’inviare agli stessi i preavvisi di distacco della sospensione e della fornitura, riguardanti le somme pretese a titolo predetto e di cessare ogni attività di riscossione connessa e conseguente agli atti predetti.

La società Abbanoa avrebbe di fatto modificato, in modo non legittimo, la tariffa sui consumi idrici applicata ai propri utenti.
Accogliendo l’istanza di Adiconsum il giudice ha ordinato alla società di gestione di sospendere gli incasso dei “conguagli regolatori” calcolati sui maggiori oneri sostenuti dal 2015 al 2011 e richiesti sulle utenze attive nel 2014 e sui consumi registrati nel 2012.
“Non appare legittima – si legge nell’ordinanza - l’applicazione di conguagli che, come nella, specie, consentono la surrettizia introduzione ex post di integrazioni alla tariffa applicata ad anni passati, a ciò ostando, d’altra parte, il principio di irretroattività degli atti amministrativi, derogabile solo per legge. Non di meno, il comportamento del gestore che si risolva in una modifica unilaterale del corrispettivo pretendibile al momento della somministrazione con riferimento a forniture già effettuate, appare abusivo e in contrasto con i principi civilistici dell’affidamento e della buona fede nell’esecuzione del contratto”.

Ma cosa devono fare ora gli utenti che hanno pagato quella tassa?
“Devono bloccare ogni pagamento sui conguagli regolatori – spiega il presidente di Adiconsum Sardegna Giorgio Vargiu – Abbanoa adesso potrà presentare un appello ai giudici, ma i contenuti dell’ordinanza solo tali che non è pensabile un passo indietro. Abbanoa non può avanzare nuove richieste e non può mettere in atto altri comportamenti intimidatori con minacce di slaccio, pena il pagamento di una sanzione di 516 euro per ognuna di questa azioni che dovesse intraprendere su ogni singolo utente, come disposto dall’ordinanza. Quando il giudice emetterà il provvedimento definitivo – ha aggiunto Giorgio Vargiu - verranno accolte tutte le nostre argomentazioni, anche gli utenti che hanno già pagato il conguaglio potranno chiedere indietro i soldi”.

La replica di Abbanoa

"Siamo di fronte a una vicenda paradossale – spiega l’amministratore unico della società Alessandro Ramazzotti - generata da un pronunciamento, unico nel panorama nazionale, costruito su un'interpretazione anomala e poco approfondita del meccanismo dei conguagli regolatori che sono riferiti, lo voglio ricordare, ai costi complessivi che il gestore ha sostenuto in passato, non coperti dalla tariffa, e non riferibili ai consumi del singolo cliente (lo stesso meccanismo col quale ancora oggi paghiamo nella bolletta dell'elettricità i costi per l'uscita dal nucleare). Tutti i Gestori li hanno applicati, e sarebbe singolare se in Sardegna ci si dovesse comportare in modo diverso dal resto dell'Italia".
Ramazzotti annuncia che il provvedimento verrà immediatamente impugnato da Abbanoa e saranno attivate tutte le iniziative a tutela per portare all'attenzione nazionale questa difformità di comportamenti presente esclusivamente in Sardegna. Abbanoa ricorda che si tratta di una ordinanza in sede cautelare che si confida sarà ribaltata alla luce di un'analisi approfondita del merito della vicenda che sarà esaminato nel corso delle prossime udienze.
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