Politica

Renzi in Sardegna, le solite promesse da Pinocchio.

06/12/2017

Renzi in Sardegna, le solite promesse da Pinocchio. Poi dicono che non sia un menagramo. Nella giornata in cui visita la Sardegna il segretario nazionale del Pd, viene condannata per peculato la sua ex sottosegretaria alla cultura Francesca Barracciu.
Della delicata vicenda dei fondi regionali ai gruppi l’ex Premier ha preferito non parlare. Meglio promettere le solite pentole e tegami, presi in prestito temporaneamente dal cavaliere di Arcore.

Un tour molto soft nell’isola, abbandonata non solo dal suo ex governo delle promesse non mantenute, ma anche da quello attuale, patrigno di un’isola senza alcuna speranza, dove ha coniato un nuovo slogan:  “insieme si cambia, dal treno al bus”.

Il giro della Sardegna Renzi lo ha fatto in bus, preferendolo al treno che ancora deve pagare, e fermatosi anzitempo alla Leopolda.
Il segretario del Pd ha preferito una toccata e fuga, ignorando le principali città dell’isola distrutte dalla politica deleteria dei suoi compagni di partito. Avrebbe trovato solo macerie in molte di quelle zone che nelle scorse elezioni gli avevano regalato una marea di voti. Almeno questo Renzi lo ha capito quando ha evitato di farsi vedere a Sassari, ad Oristano e a Cagliari, dove il Pd ha preso delle sonore batoste anche nelle ultime elezioni. 

Si è trovato davanti ad un’isola a pezzi, senza una guida capace di bloccare la crisi economica, di creare opportunità di lavoro ai tanti giovani che stanno lasciando disperati la loro nostra terra.
Ha preferito incontrare quei pochi democratici che ancora lo seguono, solo per cercarsi una poltrona, in una battaglia persa prima di iniziare. A Sassari ha visitato lo stabilimento degli industriali del latte Pinna, quelli che hanno messo in ginocchio gli allevatori sardi in tutti questi anni. Ad Olbia, Ghilarza ed Elmas (aeroporto) più vicino alla Penisola in caso di contestazioni, ha rinnovato le solite promesse da Pinocchio. 
Dopo averci ignorato quando guidava il paese, senza alcuna patente sia ben chiaro, alla Sardegna ora ha promesso un fiume di metano, il progetto era già stato deciso da tempo, infrastrutture, trasporti e soldi per l’università.

Proprio quei settori trainanti per la nostra economia messi da parte soprattutto dal suo ex Governo.
Allora tolse soldi all’Anas, scippò i fondi per le opere strategiche, provocò danni con la continuità territoriale e diede sempre meno soldi alle povere università isolane.
La sua visita lampo ha messo in evidenza, infine, un partito che non esiste più, lacerato da ogni parte e senza più tesserati.
Quegli elettori ai quali promise nel primo viaggio un cambio di rotta e tanta rottamazione non ci sono più. Sono andati via da tempo preferendo altre esperienze politiche pur di non mangiare ancora una volta la solita minestra riscaldata. A fargli compagnia c’erano deputati e senatori, consiglieri regionali che difficilmente torneranno al governo del Paese e della Regione. 
 
 
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