Cultura e societÓ

Carcere sarde, ancora carenze mediche e psichiatriche. Denuncia di Srd.

01/12/2017

Carcere sarde, ancora carenze mediche e psichiatriche. Denuncia di Srd. "Il Centro Clinico della Casa Circondariale di Cagliari-Uta non soltanto ha esaurito i posti letto, ma non può garantire un'adeguata assistenza medica e psichiatrica ai detenuti.  È inoltre ancora irrisolta la problematica dei farmaci che spettano di diritto ai ristretti ma che spesso non sono disponibili ".

Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione " Socialismo Diritti Riforme ", avendo appreso che “ i 22 posti - letto del Servizio Assistenza Intensiva, sono ormai tutti occupati mentre continuano a pervenire in Istituto da altre strutture detentive pazienti-detenuti  per l'osservazione psichiatrica o per ricoveri generici, senza dimenticare che sono ricoverati nel SAI parkinsoniani,  dializzati,  infartuati e affetti da patologie caratteristiche dell'età avanzata. Tra gli accuditi vi sono anziani con un'età compresa tra 76 e 83 anni".

"Se ciò non bastasse, bisogna ricordare le carenze del Presidio per la tutela della salute in carcere, determinate da una incompleta attuazione delle linee guida regionali per quanto riguarda la copertura dei posti di professionalità mediche e il ridimensionamento della convenzione stipulata a suo tempo con l'Azienda Ospedaliera "Brotzu".

Non è poi facile comprendere - osserva Caligaris - come possa essere garantita l'osservazione psichiatrica laddove gli specialisti della patologia sono soltanto due, uno dei quali con orario part-time per motivi personali e l'altro chiamato a coprire altre gravi carenze di organico nel territorio della città metropolitana. In pratica anziché le 76 ore settimanali previste ne vengono garantite un numero decisamente inferiore con evidenti gravi disagi per le persone private della libertà. Occorre ricordare che quello psichiatrico è un servizio irrinunciabile dentro una struttura penitenziaria dove, purtroppo, oltre a coloro che hanno un disturbo conclamato e spesso associato alle dipendenze,  (circa il 35% - 40%) ci sono molte persone che dopo l'ingresso in un Istituto sviluppano un tale disagio da sfociare in una patologia".

"C'è infine da chiedersi - conclude la presidente di SDR –  come mai non ci sia nè un Cdt né  uno spazio destinato all'osservazione psichiatrica nel carcere di Sassari -Bancali dove peraltro sono presenti moltissimi detenuti problematici. Resta poi inaccettabile la scarsa quantità di farmaci che spettano di diritto ai ristretti.
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