Cucina e identitÓ

Miele dimezzato, il clima impazzito sconvolge le api.

01/12/2017

Miele dimezzato, il clima impazzito sconvolge le api. Il  clima impazzito ha sconvolto la attività e la vita delle api. Le api sono considerate un indicatore dello stato di salute della natura tanto che Albert Einstein sosteneva che: “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”, in quanto il lavoro delle api è fondamentale per il ciclo biologico e l’impollinazione delle piante.

Il 2017 verrà ricordato come un “anno nero” per la apicoltura nazionale e sarda con una serie di dati negativi. Un settore con numeri importanti: 1,2 milioni gli alveari sparsi nelle campagne italiane, 45.000 gli apicoltori ( hobbisti e professionali); un fatturato stimato di 150 milioni di euro ma,  con un valore di più 2 miliardi di euro per l’attività di impollinazione alle coltivazioni.

La produzione - Il miele Made in Italy è più’ che dimezzato rispetto alla media, per un totale quest’anno attorno alle 10mila tonnellate. Uno dei peggiori risultati nella storia dell’apicoltura moderna da almeno 35 anni che segue al raccolto già scarso dello scorso anno in cui era sceso ad appena 16 mila tonnellate. L’ effetto delle diffuse gelate primaverili, a cui ha fatto seguito il caldo e la siccità con i fiori secchi per la mancanza di acqua, cui sommare i danni causati dagli incendi estivi, hanno fatto strage di decine di milioni di api. Il clima anomalo ha colpito i diversi tipi di mieli specie in pianura mentre si è salvato solo qualche raro miele di montagna.

In Sardegna – Mediamente venivano prodotti 15 mila quintali di miele. Nel 2017 la quantità si è ridotta della metà, poco oltre i 7 mila quintali. La produzione locale soddisfa meno del 50% del fabbisogno regionale. Va evidenziato come il miele locale raramente è presente negli scaffali della grande distribuzione, se non in quantità molto limitate. Sono circa 2.700 gli apicoltori isolani, tra hobbisti e professionali, che risultano iscritti nella banca dati apistica per un numero di alveari pari a  60 mila.  Il prezzo medio al kg è di 10-11 euro. Il Miele amaro di corbezzolo è il più pregiato, venduto tra i 30 e i 50 euro  al kg. 11 milioni di euro il fatturato complessivo del settore nell’ Isola.
Le Importazioni - Il crollo dei raccolti nazionali favorisce le importazioni di miele di minore qualità  dall’estero: oltre 7000 tonnellate nei primi quattro mesi del 2017 secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat. Se il trend sarà confermato sugli scaffali due barattoli su tre saranno stranieri. Circa 1/3 del miele importato viene dall’Ungheria ma, un flusso consistente, di oltre il 10%, arriva dalla Cina, paese ai vertici per insicurezza alimentare.

Come difendersi da contraffazionie insidie - Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità – evidenzia il Presidente di Coldiretti Oristano Giovanni Murru- occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta. Ancora meglio se consumiamo prodotti locali, rivolgendoci direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica e verificando con attenzione le etichette - Il miele  made in italy (dove non sono ammesse coltivazioni Ogm a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere inderogabilmente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale.   Nel miele proveniente da più Paesi dell'Unione Europea, l'etichetta deve riportare l'indicazione "miscela di mieli originari della CE"; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta "miscela di mieli non originari della CE". Se si tratta di un mix va scritto "miscela di mieli originari e non originari della CE".

In uno scenario di forte difficoltà il miele sardo continua comunque a ricevere importanti attestazioni di qualità. Sono stati ben 12 gli apicoltori isolani premiati al concorso nazionale Grandi Mieli D’ Italia a Bologna, il più importante concorso dell’eccellenza apistica italiana. Ben due per la provincia di Oristano: Orlando Oliva della Azienda Monte Arci  di  Marrubiu: due gocce d’oro per il miele di cardo prodotto a Paulilatino in località Pischina Ruja e due gocce d’oro per il miele di cardo prodotto a Marrubiu in Località S’enna de sa giara ;

Due gocce d’oro anche a Daniele Cossu dell’ azienda Arbarè di Simaxis per il miele di cardo prodotto a Tzinnuri, Bauladu e il miele di corbezzolo prodotto a Ghenna ‘e pettene ad Allai.
La metà delle aziende isolane premiate fanno parte del circuito regionale di Campagna Amica. 

La varietà e qualità dei nostri territori produce  mieli eccellenti  e il gap produttivo  è tale che ci consente di pensare ad un  incremento qualificato del prodotto isolano – sostiene il Presidente  provinciale Coldiretti Oristano  Giovanni Murru – Un settore assai impegnativo che richiede molta professionalità ma che può dare risposte in termini di occupazione e reddito  a molti giovani .
Un Gap di produzione che gli stessi apicoltori sardi cercano di ovviare favorendo la nascita di nuovi operatori e trasferendo loro le necessarie competenze come la associazione Apiaresos che aggrega numerosi apicoltori locali.

Apiaresos annuncia la seconda edizione del corso di introduzione all’apicoltura. Di una durata di 80 ore, il corso si terrà di sabato dalle 9 alle 13, da dicembre 2017 a giugno 2018   riservato a più 20 allieve/i.  Docenti: quattro apicoltori di esperienza pluridecennale, un docente e due ricercatori universitari, due docenti UNAAPI; un veterinario ASL . Previsti un test di entrata e esame finale teorico/pratico. Gli interessati dovranno inviare alla mail apiaresos@gmail.com la scansione di due moduli: la domanda di iscrizione al corso e la domanda di iscrizione ad Apiaresos, ambedue scaricabili dal blog alla Sezione “chi siamo” > iscrizione. Maggiori informazioni possono essere richieste a Luigi Manias Tel. 347 7289905 e Orlando
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