Politica

Pesca dei ricci in Sardegna, interrogazione del M5S.

16/11/2017

Pesca dei ricci in Sardegna, interrogazione del M5S. La Regione autorizza la pesca dei ricci di mare e il deputato del M5S Andrea Vallascas presenta un'interrogazione al Ministro delle politiche Agricole.

“E’ un comportamento assurdo e da irresponsabili continuare a ignorare i danni provocati ai fondali marini della Sardegna dall’eccessiva e sconsiderata raccolta dei ricci di mare”. È quanto afferma Andrea Vallascas, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, che ha presentato un’interrogazione al Ministro delle Politiche Agricole in merito all’avvio della nuova stagione di pesca dei ricci di mare e all’assenza di adeguate misure per contenere il depauperamento dei fondali sardi.

“Invece di introdurre restrizioni alla raccolta”, spiega Vallascas, “come stanno chiedendo alcuni territori della Sardegna, l’Assessorato regionale dell’Agricoltura ha avviato la nuova stagione firmando un decreto fotocopia identico a quello dell’anno scorso, ad eccezione di alcune ridicole limitazioni”.

“In pratica” aggiunge l’esponente dei 5 Stelle, “non ha tenuto conto della stato dei fondali di alcuni territori, come quelli della penisola del Sinis, da anni sottoposti a una intensa raccolta che l’ecosistema non può più sostenere. Alcune ricerche scientifiche hanno rilevato che nel corso degli ultimi dieci anni in quei fondali la presenza dei ricci di mare è passata da 10 a 4 esemplari per metro quadro”.

“Una situazione grave”, prosegue ancora Vallascas, “che è stata in più circostanze segnalata dal territorio, anche con una petizione che ha raccolto in pochi giorni oltre 10mila firme. Il territorio chiedeva, in vista del nuovo decreto, l’introduzione di alcune semplici misure per favorire il ripopolamento, come l’applicazione del principio di territorialità (autorizzare solo i pescatori residenti), il divieto dell’utilizzo di ausili, come le bombole, e il divieto di pesca nelle Aree marine protette”.

“Si trattava”, conclude Vallascas, “di provvedimenti dettati dal buonsenso che hanno già avuto effetti positivi in altre aree, come nella riserva marina di Capo Caccia-Isola Piana, dove il divieto di pesca assoluto ha consentito un significativo ripopolamento a differenza di altre zone. La Giunta, invece di avviare un serio programma di ripopolamento, ha preferito ignorare queste richieste dando il via, complice il Ministero, a una stagione destinata a compromettere ulteriormente i fondali”.
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