Politica

Promuovere con un'identitÓ unica i tre pecorini Dop della Sardegna.

11/10/2017

Promuovere con un’identitÓ unica i tre pecorini Dop della Sardegna. 'Pecorino Romano', 'Fiore Sardo' e 'Pecorino Sardo’ – per migliorarne la diffusione in Italia e nei mercati internazionali, rendendo più competitivi i circa 50 caseifici isolani coinvolti e un comparto che vale 250 milioni di euro. Sono in sintesi gli obiettivi del progetto ‘Rosafi’ (Romano, SArdo e FIore), messo a punto dalla Regione e dai tre Consorzi di tutela, finanziato con 4 milioni di euro, presentato oggi a Cagliari all’assessorato regionale dell’Agricoltura dall’assessore Pier Luigi Caria e dal presidente del Consorzio del Pecorino Romano (capofila del progetto), Salvatore Palitta. Gli altri due presidenti, Nino Mura (Pecorino Sardo) e Antonio Sedda (Fiore Sardo), “non erano presenti per un disguido tecnico nella convocazione”, ha precisato l’assessore nel corso della conferenza stampa.

Il progetto.
È la prima volta che i tre organismi di tutela fanno sinergia e si uniscono in un progetto di promozione e comunicazione nei mercati strategici Ue ed extra Ue. Il progetto, che segue l’adozione da parte della Regione del regime di aiuti per azioni di informazione sulle produzioni lattiero-casearie ovine nell’Unione europea, prevede un investimento triennale da 4 milioni di euro (3 dalla Regione e 1 milione a carico dei Consorzi), da novembre 2017 a fine giugno 2020, mentre l'esecuzione - scrive il notiziario Chartabianca - sarà affidata a un ente internazionale.
Il programma, attraverso una campagna di comunicazione che punta a convincere i professionisti, ad attrarre nuovi consumatori e offrire argomenti agli influencer, mira anche a consolidare la posizione delle tre Dop nei mercati in cui sono già presenti e introdurle in quelli che offrono maggiori potenzialità di sviluppo.
 
I target e i paesi di riferimento.
I Paesi target identificati dal progetto sono Stati Uniti, Italia, Germania, Regno Unito e Francia dove la ripartizione percentuale di export e consumi per valore economico generato corrisponde rispettivamente al 53%, 29%, 8%, 5% e 4% (Fonte – Istat). Il progetto prevede una pianificazione delle azioni su 3 anni a seconda delle attività più rilevanti identificate in ogni Paese. l target principali della comunicazione saranno i professionisti e la stampa di settore, al primo posto nella scelta dell’offerta per i loro clienti. Verrà effettuato inoltre un focus di comunicazione nei consumatori sui mercati più maturi (Stati Uniti e Italia), a stretto collegamento con le attività di promozione sui punti di vendita.
 
Gli altri obiettivi.
In Italia e Stati Uniti l’obiettivo è consolidare le relazioni con i buyer e incentivarli a valorizzare i prodotti nei punti vendita. In Germania, Francia e Inghilterra il fine è accrescere la conoscenza delle tre Dop verso i professionisti e convincerli ad allargare la loro gamma di prodotti. Inoltre, l’obiettivo è ottenere anche nuovi referenti e rendere dinamiche le vendite. In termini di numeri la campagna prevede di raggiungere oltre 6 milioni di impression, oltre 12.000 contatti diretti sui professionisti, oltre 3.300 animazioni all’interno di punti vendita e 10 partecipazioni a fiere, congressi ed eventi stampa.
 
La Regione: unire i produttori.
“Aggregazione dei tre Consorzi di tutela delle tre maggiori Dop casearie sarde, diversificazione delle produzioni e il loro sviluppo nei mercati”. Sono gli obiettivi che la Regione vuole raggiungere attraverso il progetto Rosafi. Lo ha detto l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria. “Siamo soddisfatti per quello che riteniamo un punto di partenza in un progetto che per la prima volta coinvolge insieme le tre Dop – spiega - si parla sempre tanto di prezzo del latte mentre con questo programma vogliamo capovolgere l’idea: partire dal formaggio”. Per l’assessore “se è vero che la fetta di mercato principale è rappresentata nei mercati dal Pecorino romano, anche le altre Dop possono avere grandi margini di espansione e proprio per questo il progetto intende spingere le altre due Dop nei mercati e portare le imprese a puntare sulla diversificazione - aggiunge - tutto si potrà anche riflettere sui prezzi”.
 
Ricadute sul prezzo del latte.
Proprio sul fronte prezzo del latte ovino - scrive il notiziario Chartabianca - l’assessore ha sottolineato le possibili ricadute a supporto della sua crescita. “Risollevare il prezzo del latte sarà un altro obiettivo del progetto e, su questo, la Regione è impegnata su diversi fronti: sia quello strutturale che sulle emergenze in favore delle aziende - conclude Caria - faremo di tutto per affiancarci ai Consorzi e seguire l’evoluzione del piano”.
 
Il presidente del Consorzio.
“Creare una identità unica dei tre prodotti con un forte richiamo alla produzione e alle tipicità sarde”: questo, per il presidente del Consorzio del Pecorino romano, Salvatore Palitta, uno dei caratteri distintivi del progetto. “Faremo un'attività di promozione e comunicazione nelle fiere più importanti al mondo, Nord America e in Europa in particolare, ma il progetto ha anche un altro aspetto innovativo: la presenza dei prodotti nella Gdo, la grande distribuzione organizzata, dove, in alcune giornate, prevediamo degustazioni - aggiunge Palitta - il tentativo è quello di ampliare la presenza, le vendite e i consumi delle tre Dop. Noi che rappresentiamo il 90% delle produzioni all’interno del progetto (36 su 50 sono i caseifici che producono ‘Romano’) cercheremo di fare da traino anche per gli altri”, ha aggiunto il presidente del Consorzio Romano. "La caratteristica principale di ‘Rosafi' è quella di essere un piano riferito direttamente al consumatore per valorizzare le tre Dop - dice - si stima che nella fase iniziale i consumi potranno crescere del 50% e nelle fasi successive attestarsi tra il 15 e il 20%”.
 
Il marchio.
Il marchio studiato per il progetto Rosafi, in fase di registrazione, sarà rappresentato da tre pecore, anticipa Palitta: una con l’elmetto, una con la “berritta” (il tipico berretto sardo) e una con il fiore in bocca nello sfondo ci saranno un nuraghe o il Colosseo o un pascolo e saranno scelti in base ai mercati di riferimento, e il filo conduttore “sarà sempre il richiamo alla Sardegna come isola dei centenari, oltre all'aspetto salutistico dei prodotti isolani".
 

L'assessore regionale.
“Solo un disguido tecnico”. Così l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, ha voluto chiarire ai giornalisti la mancata partecipazione alla conferenza stampa di presentazione del progetto Rosafi dei due presidenti dei Consorzi del Pecorino Sardo e del Fiore Sardo, Nino Mura e Antonio Maria Sedda. “Il disguido - precisa l'assessore, che ha sentito direttamente al telefono Sedda e Mura - è stato causato solo da un ritardo nella ricezione, da parte dei due presidenti assenti, delle mail con la data della conferenza stampa. Solo un ritardo e nessun altro problema nei rapporti tra i tre Consorzi di tutela che hanno partecipato comunque a una gara, costituito una Ati e presentato un progetto approvato. I Consorzi marciano assieme e il progetto non è in discussione. Per questo vigileremo: garantisco io”, ha concluso Caria.
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