Cultura e societÓ

Carceri sarde, manca il centro clinico femminile.

06/10/2017

Carceri sarde, manca il centro clinico femminile. "L'assenza di un Centro clinico femminile nella Casa circondariale di Cagliari e nelle altre strutture penitenziarie della Sardegna, nonché di Case di Cura e custodia per donne detenute o di un reparto di ricovero dedicato alle persone private della libertà sta pesando negativamente sulle pazienti con gravi disturbi della sfera psichica e del comportamento, configurandosi come una vera e propria discriminazione". Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente di " Socialismo diritti riforme ", avendo appreso che “ una paziente detenuta sarà trasferita in Ospedale, dove sarà sarà piantonata giorno e notte da Agenti della polizia penitenziaria, per poter essere sottoposta a “ osservazione psichiatrica ”.

“È assurdo che, le pazienti detenute che necessitano di osservazione psichiatrica o vivano una condizione di grave disagio mentale non possano avere - sottolinea Caligaris – le stesse opportunità dei pazienti di sesso maschile. Ancora più grave è che quando si verifica una emergenza, come nel caso della donna, si debba ricorrere a un ricovero ospedaliero nel Servizio psichiatrico di diagnosi e cura del " SS. Trinità" di Cagliari. La paziente donna dovrebbe invece essere trasferita in una idonea struttura giacché il Centro Clinico della Casa Circondariale di Cagliari-Uta è nel settore maschile. Una struttura che potrebbe essere reperita fuori dall'isola in situazioni temporanee finalizzate al raggiungimento di una diagnosi più approfondita. È però da rimarcare che da altri Penitenziari della Penisola giungono con facilità detenuti problematici e /o in osservazione. Ciò sembra suggerire che le disposizioni non sono sempre le stesse ".

"Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria - conclude la presidente di SDR - dovrebbe evitare qualunque forma di  discriminazione di genere soprattutto quando si tratta di persone che vivono in una condizione di fragilità. Dovrebbe forse anche considerare che la necessità di piantonare una persona in osservazione psichiatrica significa rinunciare quotidianamente alla presenza in Istituto di 8 agenti di polizia penitenziaria per non meno di venti giorni, con la conseguenza di limitare le attività trattamentali, peraltro già ridotte all’osso per le carenze di personale, alle altre detenute, costringendole dunque a restare in cella quasi tutto il giorno. Le interessanti circolari sulla prevenzione degli atti di autolesionismo e sul recupero sociale delle persone private della libertà non sembra che trovino piena applicazione a Cagliari-Uta “.
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